RAEE da ufficio, scopri i rifiuti elettronici nascosti sulla tua scrivania

Per gran parte dell’anno, l’ufficio o l’angolo studio che tanti di noi si sono ritagliati in casa rappresentano un habitat quotidiano, un ecosistema di produttività fatto di scartoffie, agende, penne e, sempre di più, tecnologia. Quando pensiamo ai rifiuti elettronici in un contesto lavorativo, la mente corre subito ai “grandi classici”: il computer ormai obsoleto da sostituire, il monitor che offre immagini di scarsa definizione o la stampante che continua ad incepparsi.

Questi sono, senza dubbio, nella scena del settore terziario, i RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) più ingombranti e riconoscibili. Tuttavia, se fate attenzione, noterete che la vostra scrivania, i vostri cassetti e persino l’area relax sono costellati da decine di altri oggetti che, a fine vita, diventeranno RAEE.

Quali? Li sveliamo in questo nuovo appuntamento della rubrica “I RAEE che non ti aspetti” attraverso la quale punteremo i fari su quegli insospettabili rifiuti tecnologici che popolano i nostri spazi di lavoro. Impareremo a distinguerli dai loro “cugini” analogici e, soprattutto, a capire come gestirli per trasformare un problema in una preziosa risorsa per l’economia circolare. Ogni oggetto che funziona con una presa, una batteria o un circuito, una volta non funzionante, non è un semplice rottame, ma una miniera urbana dalla quale bisogna  attingere.

Stampanti, microonde e PC: i grandi classici dei RAEE da ufficio e come gestirli

Iniziamo dai fondamentali, i RAEE da ufficio per antonomasia.

Il personal computer, fisso o portatile, è l’esempio perfetto: al suo interno troviamo una scheda madre ricca di metalli preziosi, un hard disk che contiene alluminio e magneti, cavi di rame e componenti plastici. Abbandonarlo in una discarica o, peggio, in un angolo della strada, significa non solo sprecare queste risorse, ma anche disperdere sostanze potenzialmente pericolose come il piombo o il mercurio presenti in alcuni componenti. Lo stesso discorso vale per monitorstampanti multifunzione, scanner e fotocopiatrici: questi dispositivi sono un concentrato di elettronica complessa, circuiti, lampade e, nel caso delle stampanti, anche di cartucce e toner che richiedono un percorso di smaltimento a parte.

Che dire dell’angolo caffè? Il fornetto scaldavivande, il microonde, il bollitore elettrico e la macchina del caffè a cialde o capsule, una volta giunti a fine vita, sono tutti RAEE del raggruppamento R2 (Grandi Bianchi) o R4 (Piccoli Elettrodomestici). Il loro corretto smaltimento è un obbligo di legge, ma soprattutto un gesto di responsabilità.

Per le aziende, la gestione dei cosiddetti “RAEE professionali” è normata in modo stringente: l’impresa che si disfa di questi beni deve rivolgersi ad operatori autorizzati, iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, che ne garantiranno il corretto trattamento e recupero. Per il libero professionista o per chi lavora a casa, la via è quella che conduce al centro di raccolta comunale (isola ecologica) dove questi rifiuti possono essere conferiti gratuitamente.

di Letizia Palmisano

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