Il 5 giugno non è una data come le altre: è il giorno in cui il genere umano dovrebbe stilare un bilancio dei progressi fatti per perseguire uno stato di salute accettabile del nostro Pianeta. Oggi è infatti la Giornata Mondiale dell’Ambiente, un appuntamento fisso che, dal 1972, è stato istituito per provare a ricordarci le nostre responsabilità. E’ anche il giorno in cui, ormai per tradizione, viene svelato dal Global Footprint Network (GFN) uno degli indicatori più allarmanti della nostra epoca: l’Earth Overshoot Day, la data che segna il momento in cui il nostro consumo di risorse supera la capacità della Terra di rigenerarle in un anno intero.
Mentre riflettiamo sulla data 2026, è il caso di approfondire sul tema scelto per la Giornata Mondiale dell’Ambiente di quest’anno, l’azione per il clima.
“Il pianeta non discute. Non negozia. Invia segnali”. Con queste parole, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) ha lanciato la campagna per la Giornata Mondiale dell’Ambiente 2026. A quali segnali fanno riferimento? Beh a quelli che dovrebbero essere sotto gli occhi di tutti: mari che si innalzano, incendi devastanti, ondate di calore e ghiacciai che si sciolgono. Abbiamo superato la soglia critica di 1,5°C e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.
Per decenni, il dibattito sul clima è stato inquinato da ritardi, distrazioni e negazionismo. Oggi, sotto questo rumore di fondo, stanno emergendo anche altri segnali, questa volta positivi: tetti coperti di pannelli solari, orizzonti punteggiati da turbine eoliche, progetti di città a misura di persone e foreste che tornano a crescere. La campagna globale del 2026 ci invita a fare un passo avanti in questa direzione e a guidare un cambiamento che è già in atto. La domanda non è più se il cambiamento arriverà, ma come lo guideremo e quanto velocemente accadrà.

A guidare le celebrazioni globali del 5 giugno 2026 sarà la Repubblica dell’Azerbaigian la cui capitale, Baku, sarà l’epicentro degli eventi. Una scelta non casuale. Paese al crocevia tra Oriente e Occidente, l’Azerbaigian, dopo aver ospitato la COP29, ha dichiarato di voler proseguire sulla strada della cooperazione globale per il clima.
La nazione – si legge sul portale del World Environmental Day – ha l’obiettivo di ridurre le emissioni del 40% entro il 2035 (rispetto ai livelli del 1990) e di aumentare la quota di energie rinnovabili al 30% entro il 2030. Progetti su larga scala come l’impianto solare di Garadagh da 230 MW e il parco eolico di Khizi-Absheron da 240 MW sono già in corso. A questo si aggiungono sforzi per la sostenibilità urbana a Baku, con bus a basse emissioni ed infrastrutture per veicoli elettrici, e la trasformazione di intere regioni in “zone a zero emissioni”. L’impegno si estende anche alla tutela della biodiversità, con oltre il 10% del territorio nazionale protetto, incluse le antiche Foreste Ircane, patrimonio UNESCO.
Come ogni anno, il 5 giugno il Global Footprint Network ha comunicato la data dell’Earth Overshoot Day globale. Questo indicatore, tanto atteso quanto temuto, si basa su un calcolo semplice: confronta l’Impronta Ecologica dell’umanità (la nostra domanda di risorse) con la Biocapacità globale (la capacità del pianeta di rigenerarle). Quando la domanda supera l’offerta, iniziamo a consumare le risorse destinate al futuro, accumulando un debito ecologico.
L’Earth Overshoot Day 2026 è il 30 luglio, cinque mesi prima della fine dell’anno. Questo dato mette in luce quanto l’economia odierna dipenda dallo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali.

Il primo superamento del consumo dei limiti planetari è stato registrato negli anni ‘70 quando tale data cadeva a fine dicembre. In 50 anni l’appuntamento ha segnato una sempre maggiore anticipazione e negli ultimi rilevamenti si è stabilizzato tra luglio e agosto, un segnale inequivocabile della pressione crescente che esercitiamo sugli ecosistemi. L’annuncio di questa data non serve ai fini statistici, ma a sottolineare un messaggio che ci lancia il Global Footprint Network: il futuro, definito dalla crisi climatica e dalla scarsità di risorse, non è mai stato così prevedibile.
Continua a leggere questo articolo su Economiacircolare.com e iscriviti alla newsletter per rimanere sempre aggiornato sulle novità!
ERION COMPLIANCE ORGANIZATION S.C.A R.L. – Società consortile di servizi amministrativi, informatici, tecnici e di consulenza ambientale e normativa. – Via A. Scarsellini, 14 – 20161 Milano
P.IVA/C.F./Registro Imprese Milano 11344540965
Capitale sociale euro 15.000