In Francia si finanziano riuso e riparazione con i soldi dei produttori

Per trasformare l’Europa in un continente davvero circolare non bastano gli slogan. Servono strumenti concreti e, soprattutto, risorse economiche per sostenere la parte più nobile della gerarchia dei rifiuti: la prevenzione, il riuso e la riparazione. Mentre la gestione del fine vita, come la raccolta e il riciclo, è da tempo finanziata dai produttori tramite la Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), le attività che prevengono la creazione stessa del rifiuto sono spesso rimaste appannaggio di fondi pubblici o dell’iniziativa di coraggiosi pionieri. Per superare questo limite, l’organizzazione Zero Waste Europe ha proposto di sdoppiare i contributi EPR, vincolandone una parte al finanziamento della transizione circolare. Un’idea che in Francia non è rimasta sulla carta, ma è diventata legge come racconta ZWE in un approfondimento (documento “Extended Producer Responsibility for waste reduction”). La legge contro lo spreco e per l’economia circolare (Loi AGEC) ha infatti creato un precedente unico in Europa, obbligando i produttori a pagare per il riuso. Dopo avervi parlato delle novità belghe, approfondiamo quindi quanto è in corso in Francia.

Continua a leggere questo articolo su Economiacircolare.com e iscriviti alla newsletter per rimanere sempre aggiornato sulle novità!

Iscriviti alla newsletter.
Scopri tutte le novità Erionpervoi!
Indirizzo Email non valido