Avete presente il senso di scoramento che ci assale di fronte alla corsia del supermercato dedicata ai detersivi quando ne cercate uno in particolare ma non sapete dove è posizionato? Detergenti per pavimenti, piatti, superfici particolari, per il bucato, per la lana, i delicati e poi ammorbidenti e via dicendo: se riuscite a trovare lì ciò che cercate, vi posso assicurare che memorizzare poche semplici regole per la raccolta differenziata dei loro imballaggi e dei prodotti annessi sarà molto più semplice.
A questa introduzione, prima di addentrarci nella guida, segue anche una specifica. Questo articolo nasce da una discussione nata sul gruppo facebook “L’arte di accroccare” (vera fonte di ispirazione per la riparazione e il riuso) relativa alla seconda vita di alcuni dosatori.
Questi misurini – ovverosia una specie di cucchiaini profondi – sono solitamente presenti nelle confezioni di alcuni prodotti come, ad esempio, i barattoli per il latte in polvere e detersivi. Tra i commenti arrivati al post di una persona che cercava idee di riuso, molti suggerivano di gettarli nella raccolta differenziata della plastica per riciclarli. Ho letto il post e cercato su Junker app e sul portale del mio comune ma non erano disponibili informazioni specifiche. Poiché, per evitare il rischio di cadere nel “wishcycling”, la regola è gettare i rifiuti “non identificati” nell’indifferenziato, ho suggerito di optare per quest’ultima strada. Da lì in poi sono arrivate tante di quelle domande (mail incluse) su flaconi, tappi e via discorrendo che, con la redazione, abbiamo pensato di raccogliere le più frequenti e dare una risposta di fronte alla distesa di flaconi, fustini, misurini, buste morbide: un universo di imballaggi che, una volta svuotati, rischiano di trasformarsi in un problema se non gestiti correttamente.
In questa guida pratica, analizzeremo insieme come orientarci nel mondo dei rifiuti da detersivo, chiarendo dubbi e smontando falsi miti, per un pulito che sia impeccabile non solo in casa, ma anche per l’ambiente.
Ad oggi siamo, peraltro, molto avvantaggiati perché sul packaging dovrebbe essere indicato il corretto conferimento di ogni componente. Un ripasso, però, può certo giovare, specie se ci troviamo in casa detergenti vecchi, acquistati prima che questa indicazione diventasse obbligatoria.

Partiamo dal rifiuto più comune: il flacone di plastica. Che contenga detersivo per il bucato, ammorbidente, spray per i vetri o un detergente per le superfici, la regola generale è piuttosto semplice: una volta vuoto, va conferito nella raccolta della plastica. La maggior parte di questi contenitori è realizzata in polietilene ad alta densità (HDPE), identificato dal simbolo del riciclo con il numero “2”. È un materiale facilmente riciclabile e richiesto dal mercato del riciclo. Una domanda comune è “Devo sciacquarlo?”. Non è necessario un lavaggio approfondito, ma è sufficiente assicurarsi che il flacone sia completamente vuoto. I moderni impianti di riciclo sono in grado di gestire piccoli residui di prodotto durante i processi di lavaggio del materiale.
Il discorso si complica leggermente con le confezioni flessibili, le cosiddette “doypack” o buste ricarica che sono contraddistinte dal triangolo col numero 07. Questi contenitori possono essere realizzati con materiali poliaccoppiati (plastica mista o plastica e alluminio), ma se sono imballaggi la normativa prevede comunque che vengano differenziate nella raccolta della plastica. In questo caso, però, bisogna fare due doverose precisazioni: rientrano sotto il medesimo simbolo anche le bioplastiche compostabili ma, in tal caso, se ci sono simboli di compostabilità, gli imballaggi relativi andranno conferiti nella raccolta dell’organico.
La seconda specifica riguarda l’intelligenza artificiale. Spesso, quando ci rivolgiamo all’IA, ci viene detto che gli oggetti recanti il numero “7” non sono sempre accettati nella raccolta della plastica. A risolvere ogni dubbio è comunque l’etichettatura ambientale, obbligatoria in Italia, che si rivela un nostro grande alleato: cerchiamo sempre sulla confezione le indicazioni specifiche per il corretto smaltimento.
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