Dall’esterno, l’inverno viene spesso percepito come un periodo di “letargo” per i ciclisti, un momento in cui riporre le due ruote in attesa di un meteo migliore. Eppure, continuare a pedalare quando le temperature scendono è una scelta che fanno in molti. Che si tratti del tragitto casa-lavoro in città, di sceglierla come nostro mezzo di trasporto in vacanza o di un’escursione tra i boschi innevati, la bicicletta resta il mezzo più ecologico per vivere il territorio.
Non serve essere atleti professionisti per affrontare le diverse sfumature di freddo a cui potremmo andare incontro; serve solo la giusta strategia. Ecco una guida pratica per non fermarsi mai, rispettando il proprio corpo e l’ambiente.
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Il segreto per affrontare le basse temperature non è coprirsi il più possibile, ma coprirsi meglio. L’errore più comune è vestirsi troppo, iniziando a sudare dopo poche pedalate e congelando non appena ci si ferma al semaforo o in rifugio. La regola d’oro è pensare ad una stratificazione intelligente, sempre con un occhio alla sostenibilità. Invece di acquistare capi sintetici di bassa qualità (“fast fashion” sportivo), è preferibile investire ad esempio nella lana merino, e spesso senza nemmeno dover comprare capi nuovi, puntando ad abbigliamento di seconda mano o a noleggio. Per chi pedala in città, l’ideale è dotarsi di un guscio impermeabile e sovrapantaloni da indossare sopra i vestiti da ufficio; in montagna, invece, la traspirabilità del primo strato (in tessuto tecnico) a contatto con la pelle diventa fondamentale per restare asciutti.
Proteggere mani e piedi quando si va in bici è una priorità. In contesto urbano, un buon guanto antivento e calzini pesanti sono spesso sufficienti. Se però l’obiettivo è la montagna o altri luoghi in cui le temperature scendono sotto lo zero, la soluzione migliore sono i guanti a manopola, che tenendo le dita unite conservano meglio il calore corporeo. Per i piedi, esistono scarpe invernali specifiche, ma un paio di copriscarpe tecnici possono fare al caso nostro senza dover cambiare calzatura. Un consiglio sostenibile? Evitiamo gli scaldamani chimici usa e getta, al massimo, utilizzare scaldini ricaricabili.
L’errore più comune quando si praticano sport invernali è pensare che il sole in queste stagioni sia innocuo. Sbagliato. Anche se la percezione del calore è minore, i raggi UVA e UVB sono presenti e possono essere insidiosi, soprattutto ad alta quota. L’esposizione prolungata durante una pedalata può causare scottature e danni alla pelle. Il rischio aumenta esponenzialmente in montagna, dove l’atmosfera è più rarefatta e la neve riflette fino all’80% delle radiazioni solari, amplificandone l’effetto. Applicare una crema solare con un buon fattore di protezione su tutte le parti esposte (anche una volta tolto il casco) – come viso, naso, orecchie e collo – è un gesto di prevenzione essenziale. Non dimenticate anche un burrocacao protettivo per le labbra. Sebbene la crema non venga dispersa in mare, anche qui è buona norma di un eco decalogo ricordare di scegliere quelle di brand di bio cosmesi di qualità.
di Ludovica Nati
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