In che misura il nuovo regolamento europeo sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti (ESPR) è in grado di contrastare l’obsolescenza e sostenere una transizione verso beni di lunga durata, in un modello economico e culturale che continua a premiare il ricambio rapido e la ricerca di novità?
Una ricerca recente prende le mosse da questa domanda, assumendo che l’obsolescenza non sia soltanto l’esito di scelte tecniche o economiche che accorciano la vita dei prodotti, ma anche l’espressione di dinamiche psicologiche e simboliche, in cui il ricambio accelerato dei beni contribuisce a definire identità e status, a collegare il benessere all’accesso al nuovo. Un’obsolescenza, quindi, che non riguarda soltanto i prodotti, ma anche gli immaginari e le aspettative di chi li acquista.
Leggi anche: ESPR per il tessile, al via la nuova consultazione verso l’atto delegato
L’ESPR nasce con l’obiettivo di trasformare il modo in cui i prodotti vengono progettati, introducendo criteri di ecocompatibilità specifici per categorie di prodotto – durabilità, riparabilità, disassemblabilità, trasparenza e altri requisiti di circolarità – che diventeranno vincolanti per l’accesso al mercato europeo. Questi criteri mirano a ridurre in modo sistematico i casi in cui la vita dei prodotti viene interrotta artificialmente molto prima che l’oggetto abbia esaurito il suo potenziale d’uso: una dismissione prematura che ogni anno nell’Unione europea produce circa 261 milioni di tonnellate di emissioni di CO₂ equivalente, consuma 30 milioni di tonnellate di risorse e genera 35 milioni di tonnellate di rifiuti.
di Vittoria Moccagatta
Continua a leggere questo articolo su Economiacircolare.com e iscriviti alla newsletter per rimanere sempre aggiornato sulle novità!
ERION COMPLIANCE ORGANIZATION S.C.A R.L. – Società consortile di servizi amministrativi, informatici, tecnici e di consulenza ambientale e normativa. – Via A. Scarsellini, 14 – 20161 Milano
P.IVA/C.F./Registro Imprese Milano 11344540965
Capitale sociale euro 15.000