Non basta dire carta o cartone per essere certi di non sbagliare la raccolta differenziata. Errori e dubbi infatti sono spesso dietro l’angolo. Ma niente allarmismi. Partiamo da un dato positivo: l’Italia è un’eccellenza europea nel riciclo di carta e cartone, con tassi che superano gli obiettivi UE. Secondo i dati di COMIECO (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica), il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici ha raggiunto il 92,5%.
Il risultato, indubbiamente virtuoso, però, non deve farci abbassare la guardia: il riciclo, per quanto efficiente, è solo una parte della soluzione del problema e, nella gerarchia europea dei rifiuti, si colloca dopo la prevenzione. La prima azione ecologica resta infatti sempre la riduzione: meno carta si consuma, meno risorse (alberi, acqua, energia, processi industriali, trasporti) si impiegano.
Quando, però, l’imballaggio e quindi il rifiuto è inevitabile, una raccolta differenziata corretta è un dovere civico che alimenta un’industria strategica per l’economia circolare del Paese. Un errore, anche se fatto in buona fede, può contaminare il materiale, aumentare i costi di gestione e vanificare gli sforzi di un’intera comunità.
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A differenza della plastica, per la quale la regola è “solo imballaggi”, per la carta il campo si allarga consentendo una raccolta per tipologia di materiale. La regola generale è che nel contenitore dedicato vanno conferiti tutti i rifiuti di carta, cartone e cartoncino non contaminati. In questa categoria non rientrano solo gli imballaggi, ma anche i prodotti cartacei come giornali e quaderni.
La parola chiave qui è “non contaminati”: materiali unti, sporchi di cibo o sostanze chimiche o accoppiati con materiali non cellulosici (come plastica o cera) non possono essere riciclati insieme alla carta pulita, perché compromettono il processo di pulpaggio che costituisce la fase in cui la carta viene sciolta in acqua per separare le fibre di cellulosa. Il riferimento normativo e operativo in Italia è gestito da COMIECO, che supervisiona l’intera filiera.
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Per evitare dubbi, ecco una lista chiara e pratica di ciò che può essere gettato nel contenitore della carta, basata sulle linee guida ufficiali di COMIECO.
Il vero nemico del riciclo della carta è la contaminazione: molti oggetti sembrano carta, ma non lo sono o contengono sostanze che rovinano il processo. Ecco i principali “falsi amici” da destinare all’indifferenziato, come indicato nella guida di COMIECO:
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