I sacchetti di plastica figurano tra i primi 10 oggetti più diffusi tra i rifiuti abbandonati in Europa. Quasi sempre utilizzati una sola volta, impiegano secoli per degradarsi completamente nell’ambiente naturale. Prima che ciò accada, spesso vengono ingeriti da animali terrestri o marini oppure si frammentano in microplastiche.
In entrambi i casi, finiscono nella catena alimentare umana e animale. Ecco perché l’UE ha introdotto norme che affrontano specificamente il problema dei sacchetti di plastica leggeri (Lightweight Plastic Carrier Bags-LPCB), quelli usati per la spesa e forniti ad esempio alle casse dei supermercati (spessore della parete inferiore a 50 micron-µm).

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La direttiva sui sacchetti di plastica (Direttiva (UE) 2015/720, Plastic Bags Directive) è stata adottata per “contrastare il consumo e l’uso insostenibili dei sacchetti di plastica leggeri”, con l’obiettivo non solo di “ottenere una riduzione sostenibile del consumo di sacchetti di plastica” ma anche di “promuovere la prevenzione dei rifiuti”, fa sapere la Commissione UE.
Per questo, impone agli Stati membri di adottare diverse iniziative:
I sacchetti di plastica molto leggeri (VLPCB, uno spessore delle pareti inferiore a 15 micron, necessari per motivi igienici o forniti come imballaggio primario per alimenti sfusi) possono essere esclusi dagli obiettivi, ma gli Stati membri sono tenuti a riferire sullo stato dei consumi.
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A partire da giugno 2020, gli Stati UE hanno iniziato a comunicare i dati relativi al numero totale di sacchetti di plastica leggeri consumati sul proprio territorio. Possono anche fornire dati più dettagliati sul consumo di sacchetti di plastica molto leggeri (VLPCB), quelli con uno spessore inferiore a 15 micron (di solito usati come imballaggio per alimenti sfusi).
Vediamoli, questi dati. Nel 2023 (ultimo anno confrontabile tra i diversi paesi, con molte informazioni ancora solo stimate), nell’UE sono stati mediamente consumati 65 sacchetti di plastica leggeri per abitante. Il che significa, sottolinea Eurostat, “solo una modesta riduzione del 3% dei consumi rispetto all’anno precedente, quando il dato era pari a 67 LPCB”.
Ovviamente il consumo pro capite varia, e non di poco, tra i vari paesi comunitari. Si passa (sempre dati 2023) da 4 LPCB per abitante in Belgio a 209 LPCB in Lettonia. Oltre al Belgio, altri 8 paesi UE erano già riusciti a ridurre il consumo di LPCB al di sotto dell’obiettivo di 40 LPCB per abitante: Polonia (7 LPCB per abitante), Portogallo e Austria (14 LPCB), Svezia (22 LPCB), Danimarca (23 LPCB), Lussemburgo (25 LPCB), Paesi Bassi e Germania (31 LPCB). Anche l’Irlanda, con 45 LPCB, e la Francia, con 46 LPCB per abitante, si stavano avvicinando all’obiettivo di consumo fissato per il 2025.
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