Bioeconomia: cos’è, come funziona e perché è il futuro (circolare) del nostro Pianeta

Immaginate di poter trasformare la buccia di un’arancia in un tessuto pregiato, i fondi di caffè in una tazzina in bioplastica o gli scarti della potatura di un ulivo in un cosmetico anti-età. Non è fantascienza né la trama di una favola per bambini, ma il cuore pulsante di un modello economico che sta ridisegnando silenziosamente il nostro futuro: la bioeconomia. Forse questo termine suona complesso, ma in realtà descrive una rivoluzione tanto semplice quanto potente: usare l’intelligenza e le risorse della natura per superare la dipendenza dal petrolio e costruire un’economia realmente circolare. Di cosa parliamo esattamente? Come si differenzia da concetti più noti come “green economy”? È ora di scoprirlo.

Che cosa è la bioeconomia? Una definizione chiara

Per sgombrare il campo da ogni equivoco, partiamo da un chiarimento fondamentale: la bioeconomia non è semplicemente “l’economia della biologia”, ma un sistema complesso e integrato che si basa sull’utilizzo intelligente delle risorse biologiche rinnovabili. Parliamo di piante, alghe, scarti agricoli, rifiuti organici, residui forestali e quindi di tutto ciò che la natura produce e rigenera. L’obiettivo è trasformare questa biomassa in un’ampia gamma di prodotti, dall’energia ai beni di consumo, dai mangimi ai farmaci.

Un quadro esaustivo ci viene offerto da uno dei massimi esperti in materia, Mario Bonaccorso, nel volume “Cosa è la Bioeconomia” (2019) e nel saggio “Che cosa è la bioeconomia circolare” (2024), entrambi editi da Edizioni Ambiente. Dal secondo libro prendiamo in prestito una definizione chiara:

<<”(…)la bioeconomia è la produzione di risorse biologiche rinnovabili e la conversione di queste risorse e flussi di rifiuti in prodotti a valore aggiunto come alimenti, mangimi e prodotti a base biologica”. Della bioeconomia fanno parte, secondo la classificazione adottata dall’Unione Europea, i comparti di produzione primaria (agricoltura, allevamento, foreste, pesca e acquacoltura) e i comparti industriali come l’industria alimentare e dei mangimi, della cellulosa, della carta e della lavorazione del legno, unitamente alle bioraffinerie, ossia parte dell’industria chimica, di quelle dell’energia e dell’industria marino-marittima.>>

Come emerge dalla lettura, la bioeconomia è un ecosistema economico che mette in connessione mondi apparentemente tra loro distanti come i campi agricoli e i laboratori di ricerca, le foreste e gli impianti chimici, il mare e l’industria manifatturiera. È un modello che supera la tradizionale separazione tra settore primario e secondario, creando filiere di valore integrate sul territorio.

di Letizia Palmisano

 

Continua a leggere questo articolo su Economiacircolare.com e iscriviti alla newsletter per rimanere sempre aggiornato sulle novità!

Iscriviti alla newsletter.
Scopri tutte le novità Erionpervoi!
Indirizzo Email non valido